Le origini dell’A.C. ChievoVerona

1929 - 1945

Bulla, Bonamini, Lain, Ottolini, Sandrini, Braghieri, Busani III, Merighi, Sabbadini, Menegotti Ridolfi. Con questo “Undici” l’attuale ChievoVerona si appresta a disputare la sua prima gara ufficiale quel fatidico 8 novembre del 1931. O, per meglio dire, dell’anno X dell’era fascista. Già perché allora tutto viene interpretato secondo i dettami dell’epoca e anche la squadra di calcio di quel tranquillo borgo adagiato in riva all’Adige è solo una parte dell’Opera Nazionale Dopolavoro istituita dal vigente regime per sviluppare le discipline sportive. A tamburello, tiro alla fune, ginnastica si aggiunge così, nel 1929, il pallone.

Il giorno in cui prende vita il ChievoVerona è il 6 Settembre 1929. Catalizzatori delle passioni calcistiche in paese sono, tra gli altri, Severino Dal Pozzo e Antonio Recchia e per i primi due anni l’attività è sporadica, formata per lo più da tornei e gare amichevoli. Fino appunto a quel giorno quando, pagate le 25 lire dell’iscrizione e le 10 di affiliazione alla Fidal, i biancoblù scendono in campo contro il Domegliara, per il campionato “Liberi”. Fortunato e controverso è l’esordio: vittoriosi sul campo per 1-0 i pionieri clivensi vedono il risultato invertito in virtù di un reclamo degli avversari. Gli entusiasmi non sono tuttavia pari ai risultati (il primo campionato vede infatti il Chievo terzo su quattro partecipanti) ma le oltre 40 partite disputate contribuiscono ad accrescere l’esperienza del gruppo di giocatori. Nelle due successive stagioni il Chievo si classifica al primo posto e nel 1932/1933 approda anche alle finali regionali sfiorando il titolo di un soffio. A premiare il Fiera di Treviso, infatti, è solo la differenza reti! Tra alterne fortune il Chievo prosegue la sua crescita. In questo periodo su tutti si staglia la classe limpida di Umberto Busani. Nato a Parma il primo febbraio 1915, a sedici anni è già nel Chievo dove gioca per due stagioni. Poi l’ascesa: Vigevano, la serie B coi “Grigi” dell’Alessandria, l’esordio in Nazionale B, la serie A con la Lazio e il Napoli. È l’incarnazione del sogno di tutti ma dietro l’angolo tragicamente incombe il secondo conflitto mondiale i cui incubi cancellano ogni cosa.

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