La ripresa nel Dopoguerra

1945 - 1951

Svaniti gli echi del conflitto arriva la voglia di ricostruire e di tornare a vivere. Il pallone è un mezzo per farlo. Come agli inizi però l’attività è saltuaria, quasi a livello d’oratorio. Le prestazioni sono però confortanti e, nel 1948/1949, il Chievo si iscrive al campionato di Seconda Divisione grazie alla passione di Alessandro Recchia, che ne fu il presidente, e di Mario Brazzoli, con l’incarico di allenatore. Per poterlo fare però si necessita di nuove divise e di un nuovo campo di gioco. Nel primo caso vengono acquistate le più economiche, sebbene di color rossoblù (sostituite in seguito con altre biancocelesti), nel secondo è l’opera che quasi l’intero paese compie bonificando un terreno al limite della linea ferroviaria a dare una nuova sede casalinga: le porte arrivano dal dismesso campo del Parona mentre a fungere da spogliatoi sono i locali della vicina osteria “Alla busa”.

L’inaugurazione si tiene il 7 novembre sfidando in amichevole (1-1) il Lugagnano. A scendere in campo sono Tarzia, Vantini M., Ottolini, Righetti, Brazzoli, Vantini L. (Ratti), Dal Negro C., Dal Negro G., Martinelli, Campedelli, Bresciani (Capra). Il 28 dello stesso mese inizia la stagione ufficiale che il Chievo chiude al terzo posto con risultati alterni. La stagione seguente, sotto la guida tecnica di Umberto Rognini, prosegue la crescita e, al termine del campionato 1950/1951 la squadra della Diga approda in Prima Divisione, allenata da Lelio Cavalieri. Su 16 gare il Chievo ottiene 14 vittorie, cedendo all’inizio un punto a Garda e l’intera posta all’Arcè Pescantina ma a primato matematicamente acquisito: 16 le reti subite, 51 fatte, 14 delle quali ad opera di Silvino Martinelli. “Bini” – com’era soprannominato – gioca nel Chievo fino al 1960 segnando 55 reti grazie a dribbling e velocità. Ma le soddisfazioni proseguono. In virtù del successo sull’Olimpia arriva il titolo provinciale. Superando poi il Costa di Rovigo e il Carmenta il Chievo si laurea Campione Veneto!

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