Inizia l’epopea Campedelli

1960 - 1970

Iniziano con un ritorno i “Sixthies” del Chievo sponsorizzato Cardi. È quello come allenatore di Lelio Cavalleri che ne aveva ricoperto il medesimo ruolo in passato, dopo esserne stato anche giocatore negli anni Trenta. Il presidente è Arturo Spada, il campionato quello di Prima categoria. È un campionato sofferto a causa delle sei retrocessioni che i gialloblù evitano solamente all’ultima giornata. Nella stagione seguente la presidenza passa a Luigi Vantini, la panchina a Carlo Bonaconsa, sostituito a febbraio ancora da Cavalleri. Nonostante le 15 reti di Masotti, il Chievo chiude penultimo. Il biennio 1963/1965 trascorre in Seconda Categoria, ma nel 1964 una figura che in futuro segnerà la storia del Chievo assume il ruolo di presidente: è Luigi Campedelli.

Con Francesco Broggiato alla guida, il Chievo conquista nuovamente la Prima Categoria vincendo il campionato alla fine di un lungo testa a testa coi dirimpettai del Parona. È determinante il doppio successo: 1-2 Oltradige e 1-0 al Bottagisio. Quella del Chievo è una squadra di tutto rispetto, ricca di personaggi storici (Apostoli, Circa, Danese e Vantini tra gli altri) e di denari grazie alla cessione nell’estate del 1963 di Masotti, costato 80 mila lire, che ne frutta un milione! Le finali venete non portano però tanta gloria: 3 sconfitte, 2 pareggi e una sola vittoria sono il magro bottino clivense. È ancora Broggiato a condurre la squadra nella nuova serie mentre la presidenza viene affidata a Umberto Bottacini, che la mantiene per quattro anni.

Le stagioni che seguono sono un’altalena di amarezze e soddisfazioni. Nel 1966/1967 la categoria viene persa ma immediatamente riconquistata il campionato successivo. Il bilancio non permette però l’iscrizione alla Prima Categoria che viene nuovamente guadagnata al termine della stagione 1968/1969. È ancora Lino Ottolini, il popolare “Palo”, la guida della squadra, sostanzialmente immutata dall’anno precedente. I gialloblù ottengono una striscia di 19 risultati utili consecutivi, realizzano 51 reti sbaragliando la concorrenza del battagliero Battaglino San Massimo. Il decennio si chiude coi ritorni di Iorio presidente e Broggiato allenatore. Il torneo è stimolante: le prime otto parteciperanno la stagione seguente al ricostituendo campionato di Promozione.

La società si attrezza e consegue, con bravura e fortuna, l’ultimo posto utile! Sono però anni segnati anche da tragedie umane. Nel 1966 anche Verona è colpita dall’alluvione e, come succede a Firenze, il 4 novembre, il fiume cittadino esonda allagando il vicino Bottagisio. L’impraticabilità del terreno di casa costringerà i gialloblù a emigrare al campo federale di Montorio, evento che influirà sul cattivo rendimento di quella stagione.

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