Nuovi orizzonti

1970 - 1980

Sono sostanzialmente tre le figure che caratterizzano gli anni Settanta del Chievo: i presidenti Lodovico Iorio e Giuseppe Campedelli e Nicola Ciccolo tra campo e panchina. Una quarta, Carlo De Angelis che ricorrerà negli anni a venire, si affaccia alla fine del decennio. Iorio, che aveva già ricoperto tale incarico dal 1953 al 1955, resta in carica fino al 1975 quando inaspettatamente e clamorosamente rassegna le dimissioni. Il momento è critico: alla mezzanotte scade il termine per l’iscrizione al campionato e il Chievo è senza il principale dirigente. Si propone allora sulla scena Giuseppe Montresor e l’emergenza rientra. Il suo interregno dura un anno prima di passare le consegne a Giuseppe Campedelli, zio dell’attuale presidente Luca Campedelli per dedicarsi al Settore Giovanile.

Con Giuseppe Campedelli arriva una nuova mentalità: creare un vivaio cui attingere giovani giocatori da lanciare in Prima Squadra o da cedere a società di categoria superiore. Tale politica porterà, nel 1986, l’Under 18 guidata da Fausto Nosè (già giocatore) alla conquista del titolo italiano. Il decennio è ricco di eventi storici: al termine della stagione 1970-1971 appende le scarpette al chiodo Bruno Vantini, recordman di segnature in gialloblù (159 reti), la cui eredità è raccolta da Riccardo Gregorotti (che ne firmerà 59).

Quattro anni più tardi la squadra della Diga conquisterà la Serie D dopo un accanito duello col Contarina che crolla in casa all’ultimo turno mentre il Cardi Chievo supera il Castelmassa. Nella stessa stagione i gialloblù vivono una fantastica avventura in Coppa Italia. Si fermeranno ai quarti, beffati dai campani dell’Angri che, vincitori all’andata per 3-1, trovano il punto dell’1 a 2 a pochi attimi dalla fine della gara di ritorno. Sono quelli gli anni di Nicola Ciccolo, giocatore, allenatore ma soprattutto trascinatore. “Don Nicola”, come viene ribattezzato, arriva al Chievo nel 1973 forte delle sue doti tecniche, delle esperienze fatte, tra le altre, nella Lazio e nell’Inter di Herrera ma soprattutto del suo carattere espresso in campo e sulla panchina. L’impatto è totale e, dopo qualche gara da giocatore subentra a Roverato rivestendo anche il ruolo di tecnico. Sotto la sua conduzione il Chievo disputa cinque campionati conquistando – e mantenendo – la Serie D.

La stagione 1978/1979 si apre con l’addio di Ciccolo e il presidente Campedelli affida la guida della Prima Squadra a Carlo De Angelis, da un biennio al Settore Giovanile. La figura di riferimento è tuttavia inizialmente Angelo Barbi dato che De Angelis conseguirà il necessario patentino di seconda categoria solo più avanti. Il suo primo biennio (tornerà nel 1985) vede due salvezze, la seconda delle quali molto sofferta, basti dire che i gialloblù realizzarono 21 reti. Con la squadra profondamente rinnovata De Angelis inizia la stagione, viene esonerato in luogo ancora di Barbi per essere richiamato a 13 giornate dal termine. Dopo aver occupato anche la penultima posizione il Chievo supera il Molinella a un turno dalla fine agganciando la salvezza conseguita poi in quel di Iesi. Campedelli e De Angelis lasciano e per il Chievo iniziano gli anni Ottanta.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp