Il calcio professionistico

1980 - 1990

I gialloblù della Diga sono ormai una consolidata realtà del panorama dilettantistico triveneto. Il decennio precedente ha portato in dote un’ossatura tecnica e una mentalità dirigenziale tali da poter porsi traguardi oltre la semplice disputa della stagione. Il 1980/1981 vede il Chievo affrontare il suo ultimo torneo di Serie D. A guidarlo è Dario Baruffi, ex di Milan e Verona, lo presiede Franco Bottacini, oggi affermato giornalista. È un anno di innovazioni e trasformazioni: vengono introdotte le due sostituzioni a prescindere dal ruolo mentre sparisce il settore Semipro. In pratica non vi sono retrocessioni e la Serie D viene sostituita dal campionato Interregionale.

La nuova dimensione coincide con una nuova presidenza: quella di Fernando Righetti. “L’Alpino”, come è soprannominato, completa così la sua scalata sportiva dato che dal 1948 in poi del Chievo è stato giocatore, segretario e dirigente. Il suo quinquennio sportivo toccherà l’apice proprio all’ultima stagione, con la conquista della Serie C2. Sono fondamentalmente due i fattori alla base dell’impresa: la costituzione dell’A.C. Paluani Chievo come s.r.l. e l’avvento come vicepresidente di Saverio Garonzi, passionale uomo di sport che porta in dote conoscenze, strutture e un segretario dello spessore di Giancarlo Fiumi. Sul campo è un testa a testa con il Bassano che richiede addirittura lo spareggio. Ai rigori prevalgono i vicentini ma un illecito commesso durante il campionato ne invalida il risultato e per il Chievo si aprono le porte della Serie C.

Garonzi non gode tuttavia l’impresa: il 25 marzo scompare cadendo da una costruzione, i nipoti Franco e Bruno ne proseguono l’impegno. È proprio quest’ultimo a rilevare l’incarico di Righetti mentre è De Angelis a sedere sulla prima panchina della nuova categoria. In società entra anche Carlo Guglielmi, personaggio pacato con grande amore per il vivaio. Inaspettatamente l’adattamento è immediato e i gialloblù si stabiliscono nei piani alti; due quarti posti (uno con Busatta) sono il preludio a una nuova promozione. Le avversarie sono forti e rinomate ma il Chievo è un gruppo compatto, il suo nuovo condottiero è Gianni Bui con grandi trascorsi da giocatore. La marcia del Chievo è travolgente tanto che la certezza matematica arriva con tre turni d’anticipo: a firmare la rete decisiva è Rolando Maran. Come lui, molti di coloro che vi militano in questi anni proseguiranno le loro carriere ad alti e vari livelli alcuni dei quali – Curti, Michele Cossato, D’Angelo, Sartori e Zanin – accompagneranno la squadra della Diga verso nuove imprese.

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