Dalla Serie C alla Serie B

1990 - 2000

Giunto in Serie C1 alla fine degli anni Ottanta, il Chievo è ancora guidato da Gianni Bui e, dopo l’agevole sesto posto della prima stagione, arrivano le sofferenze del campionato 1990/1991. L’estate dei Mondiali è foriera di significativi cambiamenti: la squadra viene fortemente rinnovata, Bruno Garonzi abbandona la presidenza che viene affidata a Luigi Campedelli e la società assume la denominazione di A.C. ChievoVerona. La partenza è ad handicap e la prima vittoria arriva soltanto dopo undici turni con solo quattro pareggi all’attivo. Errori e infortuni portano il Chievo sul baratro e la salvezza arriva all’ultima giornata. L’avversaria è il Pavia ma si gioca a Mantova per una concomitanza col Verona: l’eroe del giorno è Walter Curti che realizza il salvifico 1-0. Gli anni a seguire sono intensi, segnati da grandi imprese, burrascosi addii e profondi lutti.

Il 15 settembre 1992 scompare inaspettatamente Luigi Campedelli cui subentrerà il primogenito Luca. La tragedia carica la squadra che offre prestazioni di valore lottando per la promozione ma cedendo nel finale. È una prova generale. Nel 1993/1994, dopo un estenuante testa a testa col Mantova, Sandokan Malesani e i suoi tigrotti (come vengono ribattezzati l’allenatore e i giocatori per l’arrembante modo di giocare) conquistano la Serie B. Arriva così – il 10 dicembre 1994 – il primo derby con l’Hellas Verona: il Bentegodi si accende e, quando Gori firma l’1-1 si accendono parecchi dei i quasi 30mila sugli spalti. Arrivano anche sfide di grande impatto emotivo con nobili decadute in campionato e blasonate rivali in Coppa Italia: storico lo 0-0 che il Chievo riporta in casa della Juventus. Le stagioni si susseguono, le stracittadine continuano e gli allenatori cambiano. Dopo un 13°, un 14° e un 7° posto, a sorpresa, Malesani se ne va, lasciando il posto a Silvio Baldini. Toscano senza mezze misure, Baldini dura una sola stagione in cui il Chievo rispecchia il temperamento del proprio mister alternando luci e ombre. È Domenico Caso, tanto umano quanto sfortunato, a prenderne il posto. La squadra non ingrana e alla 14^ Giornata viene rilevato da Lorenzo Balestro, ex giocatore, poi affiancato da Luciano Miani. I due lentamente ricostruiscono morale e classifica conducendo in salvo il Chievo e guadagnandosi la riconferma.

Il campionato che chiude il Millennio è di transizione, nel frattempo a Verona transitano abbastanza frequentemente giocatori di rilievo grazie all’operato del Direttore sportivo Giovanni Sartori. Il Chievo non è più di passaggio e si appresta a stupire il Mondo.

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