La scalata all’Europa

2001 - 2007

Il 26 agosto 2001 il ChievoVerona entra per la prima volta nella sua storia in Serie A. Lo fa a Firenze, quasi in punta dei piedi. “Siamo qua per divertirci” sembrano dire la squadra e i tifosi al cospetto del grande calcio nazionale. È invece un debutto memorabile, sarà proprio il Chievo a far divertire l’Italia e non solo restituendo a molti il piacere dello sport genuino. È l’inizio di una magnifica avventura cui le metafore conferiranno i contorni della favola. Bel gioco e vittorie, serietà societaria e tifoseria corretta avvincono tutti: il suo passo dapprima rispettoso è ora una corsa libera.

Arriva il derby cittadino con l’Hellas e nasce la leggenda dei mussi volanti. Ma il Chievo non è solo questo. L’ambiente familiare ne fa un’isola felice e all’ombra della Diga saranno diversi i giocatori lanciati e rilanciati nel grande calcio, dalle giovani promesse ai titolati campioni – Bierhoff e Marchegiani ad esempio – avvalendosi anche dell’apporto di Barzagli, Perrotta e Barone, iridati a Germania 2006. Il piccolo Ceo diventa così dapprima un fenomeno sportivo e quindi anche di costume e la prima storica qualificazione alla Coppa UEFA lo consacra definitivamente.

Non sempre però tutto va per il meglio. Il Chievo conosce anche il dolore per la scomparsa di Mayelè, la rabbia per l’infondato coinvolgimento in una vicenda di giustizia sportiva e qualche patema sportivo ma gli anni portano anche una nuova qualificazione europea tramutata poi in assaggio di Champions’ League in seguito ai fatti di Calciopoli. Il 27 maggio 2007, ultima giornata di un torneo sofferto, Il Chievo gioca a Bologna col Catania una sfida decisiva per la permanenza nella massima categoria. Il risultato arride ai rivali e i gialloblù ritornano tra i cadetti. Anche stavolta però lo fanno in punta dei piedi, con la sobrietà che li ha condotti, tra alterne fortune, per sei stagioni. Più che un addio sarà comunque un arrivederci.

Stagione 2001/2002. Il ChievoVerona vive, all’esordio in serie A, una delle stagioni più straordinarie della sua storia. Accreditato alla lotta per la salvezza batte nelle prime due giornate Fiorentina e Bologna e si presenta a punteggio pieno alla sfida con la Juventus. A Torino cede solo nel finale dopo aver condotto per due a zero. La marcia prosegue spedita: sotto l’abile regia di Corini il collettivo di Delneri è un meccanismo perfetto e il 21 ottobre, superando il Parma, si issa solitario sulla vetta del campionato. Il 18 novembre va in scena la prima, storica stracittadina in Serie A col Verona dell’ex allenatore Malesani. È comunque una serata da ricordare anche se il Chievo esce sconfitto.

Le buone prestazioni continuano: a San Siro i gialloblù danno lezione di calcio anche se il successo sarà del Milan. Ben altro esito ha il confronto coi cugini interisti due settimane più tardi, sconfitti e superati al primo posto. Nella piovosa mattinata del 2 marzo 2002, alla vigilia della trasferta di Parma, la gioia cede il posto alle lacrime per la scomparsa in seguito a un incidente stradale di Jason Nono Mayelè, giovane attaccante congolese, giunto a ottobre in riva all’Adige. “In Europa per Jason” promettono i compagni. Nella rimanente parte del torneo la squadra subisce una sola sconfitta, si aggiudica il derby di ritorno e mantiene l’impegno esibendo alla fine dell’ultima gara con l’Atalanta una t-shirt commemorativa con la scritta “Jason sempre con noi”. Il bilancio G: 34 V: 14 N: P: 8 RF: 57 RS: 52 P.ti: 54 Pos: 5°

Stagione 2002/2003. Arriva in riva all’Adige, dove a fine anno chiuderà la sua carriera, il tedesco Oliver Bierhoff campione d’Europa e vice-campione del Mondo; partono Corrradi e Barone, due dei “cavalieri che fecero l’impresa”. Avrebbero lasciato Verona anche Manfredini ed Eriberto, in estate destinati alla Lazio ma poi ricusati dal patron biancazzurro sull’orlo del fallimento. Intanto il mancato accordo sui diritti televisivi di alcune società fa slittare la prima di campionato e si comincia dalla seconda. Il Chievo si prende così sul campo la sua rivincita espugnando l’Olimpico laziale anche se le attenzioni della prima parte della stagione sono puntate sulla doppia sfida UEFA con la Stella Rossa il 19 settembre e il 3 ottobre. Uno 0-0 a Belgrado e uno 0-2 interno qualificheranno gli slavi. Nel frattempo scoppia il caso Luciano. Il brasiliano Eriberto, per come era conosciuto fino ad allora, dichiara di avere altre generalità e di aver assunto una diversa identità per agevolarsi la carriera. Immediata scatta la squalifica e il carioca tornerà in campo a Perugia il 26 gennaio 2003.

L’impegno europeo intanto distrae i giocatori dal campionato dove raccolgono tre sconfitte in quattro gare. Liberatisi del peso, Corini e compagni tornano quelli della stagione precedente e si tolgono la soddisfazione di battere il Milan per 3 a 2. Nelle prime 11 giornate non conoscono il pareggio e per la rimanente parte del torneo si mantengono su alti livelli eccezion fatta per la sconfitta di Modena e la scoppola interna col Parma. Una nuova, clamorosa qualificazione alla UEFA svanisce così sul filo di lana quando una tripletta di Bierhoff alla Juventus non basta a superare in classifica l’Udinese. Il bilancio G: 34 V: 16 N: 7 P: 11 RF: 51 RS: 39 P.ti: 55 Pos: 7°

Stagione 2003/2004. È l’ultimo anno della prima avventura di Delneri alla guida del Chievo. Alla fine il tecnico tenterà l’avventura sostituendo Mourinho sulla panchina del Porto campione d’Europa ma, inviso ai senatori, sarà costretto a tornare sui suoi passi. Il Chievo perde anche ‘Genio’ Corini, accasatosi al Palermo. Arriva a difendere i pali Luca Marchegiani, 9 presenze in Nazionale A e vincitore di uno scudetto, tre C. Italia, una C. Coppe, due Supercoppe italiane e una europea; in stagione neutralizzerà 5 rigori su 8.

È comunque un’annata di luci e ombre. La sterilità offensiva tiene in apprensione i tifosi fin quasi al suo termine e non si registrano risultati degni di nota tranne i due pareggi al ‘Meazza’. A fine campionato lascia l’attività agonistica, entrando nello staff tecnico, Maurizio “Icio” D’Angelo, storico capitano gialloblù. Le sue 376 gare disputate ne fanno il terzo di sempre per presenze tra i professionisti clivensi. Il bilancio G: 34 V: 11 N: 11 P: 12 RF: 36 RS: 37 P.ti: 44 Pos: 9°

Stagione 2004/2005. Tocca così a Mario Beretta la pesante eredità del condottiero di Aquileia. Dopo una carriera su panchine di C e due sole stagioni in B alla Ternana, per il tecnico milanese è il debutto nella massima categoria. Parte alla volta di Roma Simone Perrotta mentre arrivano Sammarco, Brighi, Mandelli e Tiribocchi. L’inizio è confortante: la prima sconfitta arriva all’8.va giornata dopo il pareggio con l’Inter e due vittorie esterne. Man mano che il campionato si dipana i gialloblù assumono però una doppia identità: sicuri in casa e abulici in trasferta. Il tracollo di Bergamo fa risuonare un campanello d’allarme e alla luce della sconfitta interna con la Fiorentina Beretta viene rilevato da “Icio” D’Angelo.

Il vecchio capitano si avvale della sua figura, i giocatori sfoderano l’orgoglio vincendo con Siena e Bologna, anch’esse invischiate nella bassa classifica. La gara conclusiva si disputa a Roma. Il Chievo si salva strappando sul campo l’essenziale pareggio e sugli spalti le lacrime dei tifosi festanti. Il bilancio G: 38 V: 11 N: 10 P: 17 RF: 32 RS: 49 P.ti: 43 Pos: 15°

Stagione 2005/2006. Smaltiti gli affanni dell’annata precedente, Campedelli e Sartori puntano, per riportare in alto il Chievo, su un altro baffo triveneto: è Bepi Pillon, trevigiano di Preganziol. Alla pari dell’illustre predecessore, Pillon, formerà un Chievo da spettacolo, portandolo alla qualificazione UEFA, trasformata preliminare di Champions’ League dal Giudice Sportivo. Nell’impresa lo aiuta un gran collettivo arricchito dall’esplosione di Amauri, dalla conferma di Semioli e dalla rivelazione di Obinna che apportano estro e velocità.

La squadra gioca alla pari con tutti, superando il Milan (2-1, Kaladze, Pellissier e Tiribocchi), strappando il primo punto in Serie A alla Juventus (1-1, Viera e Daniele Franceschini) e raramente cedendo all’avversaria. Partiti per mantenere la categoria, il 7 maggio i gialloblù centrano nuovamente e inaspettatamente il traguardo europeo, impattando 0-0 a Lecce, sette giorni dopo un pirotecnico pareggio guarnito da 8 reti con la Roma. Il bilancio G: 38 V: 13 N: 15 P: 10 RF: 54 RS: 49 P.ti: 54 Pos: 4°

Stagione 2006/2007. La stagione 2006/2007 si apre sotto le migliori previsioni in virtù delle buone prestazioni del campionato precedente confortate anche dalle sentenze di Calciopoli. Al via è infatti assente la Juventus e ben 5 squadre risentono delle penalità inflitte dal Giudice Sportivo. Anche la società della Diga risente di un provvedimento disciplinare: è quello della FIFA che blocca Obinna fino al 10 dicembre per una doppia firma prima del suo arrivo in Italia.

I riflettori dei preliminari di Champions’ League illuminano l’inizio del Chievo opposto ai bulgari del Lewski Sofia, abili e fortunati ad approdare al turno successivo. Ai gialloblù spetterà, senza miglior fortuna, affrontare per la Coppa UEFA i portoghesi dello Sporting Braga. La partenza di Amauri, elemento chiave nei movimenti d’attacco, una preparazione difficile da programmare e alcuni svarioni sul campo segnano la partenza in campionato dove il Chievo si ritrova con un solo punto dopo 6 giornate. Arriva così il cambio in panchina e a Bepi Pillon, molto apprezzato comunque dalla tifoseria, subentra Luigi Delneri, artefice della favola dei mussi volanti. La ripresa è lenta ma i gialloblù riescono a ritrovarsi. Alla penultima il Chievo affronta l’Ascoli. Quando la rete di Marcolini (tra i migliori nel finale) sembra garantire la salvezza arriva il beffardo pari tra Empoli e Reggina che rimette tutto in gioco. La giornata successiva Chievo e Catania sono così costretti ad affrontarsi in uno spietato testa a testa sul neutro di Bologna. Sono quasi tremila i supporter al seguito con pullman e mezzi propri, pronti a sostenere la squadra ma stavolta l’impresa non riesce. La tifoseria clivense, seppur amareggiata per l’infelice esito, riesce tuttavia a distinguersi per fair play applaudendo a fine gara il passaggio degli avversari durante il giro d’onore. Il bilancio G: 38 V: 9 N: 12 P: 17 RF: 38 RS: 48 P.ti: 39 Pos: 17°

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