Il sogno spezzato

2018 - 2019

Un’estate strana è quella del ChievoVerona che prende forma prima sui monti della Val di Peio e poi sulle colline affacciate sul Lago di Garda. Il percorso verso l’undicesima stagione consecutiva nella massima serie si complica pochi giorni dopo la partenza per il ritiro. Esplode una bomba inattesa, quantomeno nelle proporzioni: la procura sportiva mette sotto inchiesta la gestione di alcuni trasferimenti da parte della società gialloblù. La richiesta di sanzioni è pesantissima: addirittura si rischia la retrocessione in Serie B. Scongiurata l’eventualità in sede di appello, il caso “plusvalenze” produce però effetti collaterali. Se in sede sportiva non si riesce ad evitare la penalizzazione in classifica di tre punti con cui la formazione inizierà la nuova stagione, è soprattutto dal punto di vista operativo e psicologico che le conseguenze si fanno sentire.

In un clima non semplice, Lorenzo D’Anna prepara la squadra con un altro ostacolo in vista: dopo il vernissage in Coppa Italia contro il Pescara, il suo Chievo darà benvenuto in Italia a Cristiano Ronaldo, nuovo acquisto della Juventus. In attesa dell’evento che provocherà una memorabile caccia al biglietto, come non se ne vedevano da anni, nel complicato mercato estivo la squadra allestita da Giancarlo Romairone vede in parte cambiare pelle rispetto a quello delle ultime stagioni. A rimpiazzare le partenze di Inglese e Castro arrivano Djordjevic e Obi, elementi di esperienza ma reduci da stagioni in chiaroscuro. Tuttavia è soprattutto nel settore arretrato che si vedono parecchie novità. Gamberini ha appeso le scarpe al chiodo per entrare nello staff del settore giovanile, Gobbi e Dainelli hanno cambiato casacca: al loro posto Rossettini e Barba sono le due scommesse che dovranno non far rimpiangere i predecessori. Proprio la difesa sarà il reparto più sollecitato nella gara con la formazione di Allegri alla prima di campionato. I gialloblù tengono botta e pur andando sotto, grazie ad un uno-due firmato da Stepinski e Giaccherini, si trovano ad un passo da un successo storico. Purtroppo la Vecchia Signora non molla e, con Sorrentino messo K.O. da CR7, nel finale ribalta il punteggio. I segnali positivi raccolti purtroppo vengono meno nelle settimane successive.

Nonostante un buon avvio di gara, il Ceo va pesantemente sotto a Firenze dove Seculin raccoglie sei volte la palla in fonda alla rete. In casa con l’Empoli il pallone scotta e ci si accontenta di un pari senza gol. Reti che arriveranno all’Olimpico nei panni di ospiti della Roma e permettono una rimonta che lambisce il successo pieno. Se la traversa non fermasse un colpo di Giak all’ultimo secondo, la stagione avrebbe potuto essere diversa. Purtroppo quel frangente contro i giallorossi resterà un rimpianto e l’ultimo punto per lungo tempo. In una drammatica striscia negativa, Hetemaj e compagni cedono con Udinese, Genoa, Torino e Milan. Alla società non resta altro che rianimare la formazione, ultima in classifica, provando a cambiare allenatore.

A sorpresa, a sostituire D’Anna arriva Gian Pietro Ventura. L’impatto dell’ex Ct della nazionale con il mondo gialloblù non è semplice e sul campo si nota. L’Atalanta ribalta il Chievo nella partita del suo debutto con i gialloblù. Finisce male anche a Cagliari da ospiti della formazione di Rolando Maran. Va male anche in casa con il Sassuolo. Dal torpore il Chievo sembra però risvegliarsi in una gara contro il Bologna in cui il pari penalizza Meggiorni, Obi – a segno entrambi – e compagni. C’è però poco da festeggiare: a fine gara Ventura annuncia le proprie dimissioni.

È chiamato al capezzale della squadra Mimmo Di Carlo. Nel suo secondo ritorno a Verona, il tecnico frusinate dimostra grande sensibilità nell’approccio con un mondo che ben conosce. L’effetto è immediato. Oltre a generare entusiasmo nella tifoseria, la missione “impossibile” in cui coinvolge i suoi uomini sembra ricompattare l’intero ambiente. La sua prima gara regala grandi emozioni e, finalmente, un risultato di cui poter essere orgogliosi. Il Chievo tiene la testa alta e impatta senza reti a Napoli, generando entusiasmo e alimentando speranze. Quella di Mimmo è una formazione che gioca con intelligenza, attacca con coraggio ma soprattutto è ben ridisegnata in difesa. Le gare successive a quella del San paolo confermano i buoni segnali. Arriva un pari interno con la Lazio, dopo il vantaggio segnato da Pellissier vanificato da Immobile in un’indiretta sfida tra bomber.

A Parma finisce con lo stesso score, con Stepinski imbeccato dal capitano, seguito da uno zero a zero avvincente con la Spal e infine, alla vigilia di Natale, sempre Pelo-gol che in chiusura regala un altro punto in casa contro l’Inter sul filo di lana con un pallonetto memorabile. Manca ancora la vittoria tanto agognata: i tre punti però non arrivano con la Sampdoria a Marassi, con i gialloblù che cedono alla distanza, ma bensì nella sfida tra i fanalini di coda. Con il Frosinone a segno va Giaccherini con una magia su punizione e stavolta vale il primo successo stagionale, giusto in tempo per i botti di Capodanno. Il girone di ritorno inizia con la consapevolezza che le prime gare saranno fondamentali in chiave rincorsa verso il quartultimo posto, al momento lontano otto lunghezze. Se la sconfitta allo Juventus Stadium risulta prevedibile, meno è quella quantomeno rocambolesca maturata contro la Fiorentina, in cui il Var, l’arbitro designato alle valutazioni video, di sicuro non aiuta né il Chievo né – soprattutto – la regolarità della partita.

La successiva sfida ad Empoli è una sorta di match della vita. Lo scontro diretto sembra girare a favore di Stepinski e compagni nella prima frazione. Se non che il Chievo ci mette del proprio a non portare a casa l’intera posta. Un paio di svarioni permettono ai toscani di rientrare in partita e annullare le speranze di recupero in classifica degli uomini di Di Carlo, che nel frattempo hanno perso Pellissier, infortunato, e hanno visto partire a gennaio Birsa, Radovanovic e Cacciatore. Il prosieguo della stagione si trasforma in una sorta di lenta agonia verso l’inevitabile retrocessione in cui, a onor del vero, non tutte le colpe sono ascrivibili alla formazione. Le decisioni arbitrali – leggasi valutazioni del Var – vedono Cesar e soci sempre nei panni delle vittime di una serie di circostanze talmente costanti da essere difficili da comprendere e accettare. Una serie di prestazioni in cui, mettiamola così, limiti tecnici e psicologici si sommano a quelli che la dea bendata pone sulla strada.

Nella parte finale del torneo non mancano però prestazioni positive, come il pari strappato all’Atalanta lanciatissima verso la qualificazione alla Champions League, oppure il successo in casa della Lazio, in cui si illumina la stellina di Emanuel Vignato, teenager dai piedi educati cresciuto nel vivaio gialloblù. Le ultime gare, a retrocessione matematica, consentono a Di Carlo di mettere in campo tanti giovani interessanti, come il portiere Semper, che, sulle orme di Leris, potrebbero diventare protagonisti nella formazione del futuro. La stagione si chiude con l’omaggio a capitan Pellissier. Nel bagnato – non solo dalle lacrime – pomeriggio della partita interna contro la Sampdoria, si congeda dal suo pubblico e, sette giorni dopo a Frosinone, dal calcio giocato. Mentre il presidente Campedelli ritira la sua maglia numero 31, il Chievo guarda avanti con un obiettivo forte in testa: ricostruire e riconquistare il palcoscenico della Serie A, dove ha dimostrato in 17 densi anni di poterci stare alla grande.

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