Ricostruire

2019 - 2020

È un ChievoVerona rinnovato quello che si presenta ai nastri di partenza della serie B 2019/20. Il ritorno tra i cadetti è sinonimo di ricostruzione. Sergio Pellissier passa dal campo alla scrivania e una buona parte dei protagonisti dell’ultime annate parte verso altri lidi, uscite che permettono al club di alleggerire l’assenza degli introiti garantiti dalla massima serie. Giorgio De Giorgis, consulente di Luca Campedelli, contribuisce a una serie di operazioni che incrociano l’esigenza di ringiovanire l’organico e offrire a al nuovo tecnico Michele Marcolini una rosa in cui plasmare la crescita di elementi dalle belle speranze all’esperienza dei reduci della vecchia guardia, tra cui capitan Bostjan Cesar.

Il debutto in campionato è in chiaroscuro: un paio di ingenuità costano due rigori a favore del Perugia che cambiano in negativo le sorti di una gara dominata. Dopo il pari casalingo con l’Empoli arrivano i primi tre punti, ottenuti con personalità a Venezia grazie ai sigilli di Giaccherini e Djordjević, tra gli elementi di maggior peso e valore del team. L’infortunio dell’ex-Juve complica l’approccio al tour de force tra Pisa, Salernitana e Pordenone: in sette giorni arrivano tre pareggi, con quello al Bentegodi con i debuttanti friulani ottenuto nonostante la superiorità di due uomini.

Si torna a esultare a Livorno rimontando tre gol nella ripresa fino al guizzo di Segre, tra gli elementi più positivi di questa fase. L’undici di Marcolini sembra aver raggiunto un equilibrio psicofisico. Il 4-3-1-2 a rombo produce buoni riscontri che suffragano la bontà delle prove. Meggiorini e Vignato affondano l’Ascoli, Esposito su punizione garantisce il pari a Cosenza mentre il rientrante Giak e Rodriguez fanno mettere la freccia contro il Crotone nel big match che vale il terzo posto in classifica dopo dieci giornate. L’opportunità di fare un altro balzo in avanti purtroppo non è colta a La Spezia: il Chievo spreca troppo e alla fine rischia pure di lasciarci le penne. Va peggio a Frosinone, dove l’emergenza costringe Marcolini a mettere in campo una formazione rimaneggiata che cede le armi contro i ciociari. Se l’attacco stenta, ci pensano i difensori Väisänen e Dickmann a siglare le reti che valgono il 2-1 casalingo sull’Entella, prima della brutta prova di Trapani in cui i padroni di casa passano di misura.

I saliscendi continuano fino alla fine del girone d’andata, tra Natale e Capodanno. Un siluro del rientrante Di Noia vale l’1-0 sulla Cremonese, annacquato dalla rimonta subita dalla Juve Stabia dopo un clamoroso blackout nella ripresa. Qualche incertezza di troppo costa momentaneamente il posto a Šemper, sostituito con Nardi nel pari a Cittadella in cui s’illumina nuovamente la stella di Vignato. Nelle ultime partite prima della sosta invernale il Benevento si rivela uno schiacciasassi fortunato e viola il Bentegodi in rimonta, prima del pari senza reti a Pescara in un match in cui vince la paura di perdere. Ceter è l’uomo che vale il successo sul Perugia che apre la seconda parte di stagione. Proseguono i saliscendi, tra ottime prove seguite da débâcle impreviste.

Le vittorie su Salernitana e Pordenone sono oscurate dai passi falsi interni con Venezia e Livorno. L’ultimo kappaò contro i fanalini di cada costa la panchina a Marcolini, sostituito da Alfredo Aglietti che in quattro giorni porta a casa un pari ad Ascoli e tre punti col Cosenza prima che il lockdown per il Covid-19 fermi tutto. Dopo cento giorni di sosta si riparte a porte chiuse, con un calendario densissimo e senza Frey, Meggiorini e Cesar in scadenza di contratto. Il ritorno in campo vede i gialloblù inizialmente sognare la promozione diretta, subito allontanata dal k.o. interno patito dallo Spezia, per quanto viziato da una direzione di gara ampiamente insufficiente.

La vittoria sul Frosinone rilancia le chance prima che il pari interno col Trapani e le sconfitte di Cremona e Castellammare di Stabia mettano in discussione addirittura l’accesso ai playoff. Tre vittorie consecutive su Cittadella, Benevento e Pescara invece ribaltano la situazione, con Garritano uomo della provvidenza. Quando arriva il bello la formazione è galvanizzata ma provata dal dispendio di energie. Nel preliminare con l’Empoli, Šemper è decisivo in una gara vietata ai cuori deboli. In semifinale, nel doppio confronto con lo Spezia non bastano la qualità di Obi, la grinta di Rigione e il dinamismo di Renzetti a garantire la qualificazione nonostante l’eccellente 2-0 all’andata della semifinale. Al Picco Leverbe è l’ultimo ad ammaiare la bandiera: la stagione finisce qui, ad un gol dalla finale. Peccato.

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